Seconda riunione nazionale

I popoli si radunano nel Cuore d’Italia… ed è di nuovo insorgenza!

Il 28 e 29 Maggio, in Umbria, si è tenuta l’assemblea dei rappresentanti delle Regioni italiche di Azione Identitaria. Sulle rive del lago, circondati da boschi ed uliveti, i rappresentanti dei gruppi regionali del nostro movimento, assieme ad alcuni militanti e simpatizzanti provenienti da tutta la penisola, si sono riuniti ancora una volta per riaccendere il Fuoco della Grande Rivolta contro l’oscurità che attanaglia la nostra Nazione, l’Europa e il mondo intero.

L’evento si è aperto con l’assemblea delle Regioni, riunita per delineare le strategie di applicazione dei nostri principi ideali e del nostro manifesto politico, portando testimonianze preziose dalla loro realtà locale. Decise in questa sede le prossime azioni di lotta al sistema usurocratico, alla falsa “unione europea” dei banchieri e allo strisciante progetto di Grande Sostituzione delle nostre genti sulla nostra stessa terra.

Al seguito, l’intervento del reggente nazionale, Federico Fregni, e del responsabile culturale, Daniel Guillem, ha messo in chiaro l’intensità richiesta a chi volesse aderire alla nostra battaglia: la nostra azione ha più a che fare con le imprese di un cavaliere innamorato della Patria e con la vocazione di un mistico che non con quella politica fatta di calcoli elettorali e di promesse sempre infrante e tutte interne al Sistema. Non abbiamo alcuna intenzione di fermarci alla superficie: distruzione della Natura, umiliazione della sovranità nazionale, illusione tecno-finanziaria, la stessa invasione di massa sono soltanto effetti di un male ben più radicato e viscerale, che tenta di rodere la nostra Civiltà dall’interno. Quando il Fuoco dei Ribelli illumina i volti, i cuori e le intenzioni di ognuno di noi, e di chiunque si avvicini, diventa sempre più chiaro che il nemico più grande si nasconde in ogni atto di omertà, di pigrizia, di indolenza. Reagire è possibile: azione dopo azione, canto dopo canto, battaglia dopo battaglia, il cuore si fa più leggero e la fatica diventa gioia; gioia condivisa assieme ai propri sodali e compagni di lotta.

Questa gioia è stata provata da tutti i presenti, tra una discussione ed una canzone, senza che le riflessioni sulle attuali sfide che il mondo ci pone non siano affrontate con l’allegria gagliarda che contraddistingue i migliori aspetti del nostro carattere di Italici.

Ora che la quiete è tornata, tra le valli e le pianure, sulla strada del ritorno, e sulle rive del lago, il canto del fuoco ancora riecheggia; ci canta dei nostri Antenati, che ci hanno preceduto, del loro amore per la nostra Terra -lo stesso che ci infiamma- e ci dice che non tutti gli erranti sono perduti: presto sarà Re chi oggi è senza corona.

Nessuna tenebra può spegnere chi arde d’Amore… il nostro Popolo vivrà!

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