“Istituzioni e centri sociali: nemici dei Popoli – Contro la Grande Sostituzione”

Nella notte del 2 giugno, i militanti di Azione Identitaria Emilia e Romagna, hanno affisso (a Bologna, sul cassero di Porta Saragozza) uno striscione recante la scritta:

“Istituzioni e centri sociali: nemici dei Popoli – Contro la Grande Sostituzione”.

Nonostante alterchi di facciata e sporadici dissidi, il Comune di Bologna, l’Università e le principali istituzioni politiche e culturali felsinee appaiono sempre più colluse e compromesse con il pessimo clima culturale e politico promosso dai collettivi della cosiddetta “sinistra estrema”. Entrambi privi di una ideologia di riferimento, sono accomunati dal sostegno bulgaro ed indiscriminato dell’agenda mondialista: dalla libera circolazione di uomini e merci alla conseguente Grande Sostituzione dei popoli, dalla lotta contro l’istituzione della famiglia alla promozione della disgregazione culturale ed identitaria in ogni campo della vita umana. Iniziative simili sono all’ordine del giorno, nella città emiliana, ed imposte con una sapiente ed irresponsabile miscela di lassismo e violenza politica.

L’intera vita sociale e culturale bolognese è monopolizzata dal pensiero unico della “società aperta” e dai suoi talebani fanatici, che incarnano nei fatti ciò che significa, in ultimo, l’assenza di limiti, di confini e di leggi: spaccio diffuso, degrado, imbrattamento dei muri storici con slogan di ogni tipo, monopolizzazione delle facoltà umanistiche con violenza diffusa ai danni di sostenitori di diverse idee politiche e culturali. Non a caso, Bologna viene associata sempre e comunque -nel dibattito politico e nel senso comune- a questa minoranza chiassosa, ideologicamente nulla e politicamente incivile, danneggiando gravemente la sua realtà identitaria di centro culturale millenario.

Noi chiediamo che il Comune, l’Università e la società civile bolognese trovino il coraggio di ammettere la collusione esistente tra il teppismo pseudo-politico ed una parte delle istituzioni stesse, in un intreccio molto simile a quello tra criminalità e politica esistente in altri contesti. Il controllo mafioso del territorio, lo spaccio (in cooperazione con la criminalità etnica), la violenza politica e il monopolio culturale imposto, sono funzionali all’ala “moderata” dello stesso panorama umano e politico: vengono tollerati e mai a fondo perseguiti, in quanto tendono ad impedire che si riaffermino diverse idee sull’identità e sul ruolo di Bologna nel contesto emiliano e nazionale.

Comincino, le istituzioni, a non ritenere più i collettivi dell’”estrema sinistra” soggetti degni di sostegno politico e di spazi fin troppo generosamente concessi.

Noi continueremo a diffondere la voce di Bologna per ciò che è realmente: tremila anni di Storia, cultura, civiltà. Tremila anni che non possono essere cancellati, ‘sostituiti’, facilmente con qualche decennio di degrado istituzionalizzato.

AZIONE IDENTITARIA EMILIA ROMAGNA

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