LA FARSA CATALANA E IL DECLINO DEI NAZIONALISMI

UNA RISPOSTA IDENTITARIA.

I recenti fatti ruotanti attorno al referendum indipendentista catalano stanno facendo emergere prepotentemente la pochezza e le contraddizioni delle ideologie della Modernità.

-Gran parte del fervore indipendentista, dalle “altissime motivazioni” che sono prima di tutto fiscali ed economiche, è portato avanti da personaggi e associazioni in prima linea nella distruzione della famiglia tramite le ideologie gender, nella sostituzione etnica e nella liberalizzazione delle droghe, tematiche in cui la Catalogna è all'”avanguardia”, e proprio in base a ciò, per costoro, dovrebbe separarsi dalla Spagna “retrograda” e “conservatrice”. Insomma, una santa alleanza tra l'”identitarismo del portafogli”, caro a molti pseudo-identitari nostrani, con le peggiori istanze della società fluida e disgregata. Plaudono le estreme sinistre, gli anarcoidi fuori tempo massimo e allo stesso tempo le istituzioni europee -emanate dalla finanza- chiudono entrambi gli occhi di fronte all’ipotesi di disgregazione di una Nazione europea. Da quando in qua “l’autodeterminazione dei Popoli” ha valore, per tutti costoro? Ma soprattutto… non ci troviamo di fronte a chi sostiene che i Popoli nemmeno esistano?

-Il nazionalismo spagnolo – moderno e giacobino- dimostra di non avere anticorpi che non siano l’utilizzo tardivo e imbelle della forza. Non ha costruito nessun mito, ha ucciso ogni identità. Che Spagna può contrapporre Madrid al mito rampante della “California in Europa” che proviene da Barcellona? Uno Stato passato da un regime retrogrado e asfissiante, quello di Franco, all’informe mercatismo della UE, della NATO, del mondialismo trionfante. Nessuno morirebbe per una Spagna del genere, al massimo volerebbe una qualche manganellata, fino a che la polizia viene pagata da qualcuno. Il giocattolo si è rotto, e i cocci sono tutti sul conto dei cittadini iberici, che si troveranno a dover gestire una sempre maggior disgregazione interna che va ad aggiungersi allo sfascio generale dell’economia, della società e all’immane travaso etnico in cui tutta l’Europa sta annegando.
Problemi loro? No, perché noi siamo i prossimi…

– Il “sovranismo a intermittenza” italiano dimostra tutta la sua incompetenza, parteggiando per movimenti radicati in ideologie completamente prone al mercato, al societapertismo sorosiano, all’Unione Europea. Come nel caso della Scozia. Dimostra di cercare soltanto approvazione immediata, basata sui sondaggi di Facebook e di Twitter. “La gente parteggia per povere vecchiette e bravi ragazzi pestati dalla polizia? Bene! Diamogli quello che vuole… e non sia mai che non ci guadagnamo pure la Padania piena e l’Italia ubriaca”.

Cosa ne pensiamo noi?

Una identità catalana esiste, è antichissima e non è quella fiscale o semicolta invocata dagli agitatori della protesta. Una identità assolutamente iberica e ispanica. I Catalani sono uno dei popoli costitutivi dell’identità spagnola, una unità di fondo trimillenaria quanto quella Italiana.

Detto questo, la Spagna deve tornare ai Fueros, i trattati di unione nazionale sottoscritti dai singoli popoli con la Monarchia, tristemente aboliti nel periodo giacobino della Spagna. I Fueros prevedevano, in un contesto di indissolubile unità della Spagna, norme che gestivano l’economia locale e persino provvedimenti che impedivano eccessivi travasi di popolazione da una regione all’altra, per garantire l’identità di ognuno. Con i Fueros, non c’erano problemi di sorta tra Baschi, Catalani, Galiziani, Castigliani… libere nazioni iberiche che si sono unite nella secolare lotta contro l’invasore musulmano nella Reconquista. E’ veramente un peccato che questo “autonomismo fiscale”, o peggio ancora “autonomismo antifa all’americana”, getti alle ortiche ciò che ha unito la Spagna: una lotta di liberazione nazionale, che ha beneficiato tutti i popoli iberici, popoli tra loro fratelli.

Per quello che ci riguarda, appurata la natura occidentalista e traditrice dello Stato e della Monarchia, l’unico futuro per gli spagnoli è quello di battersi per una repubblica federale, sovrana, comunitarista e identitaria, che si ispiri ai Fueros nel campo delle identità locali e che sia casa comune di tutti gli Spagnoli.

Questa è l’unica speranza per la Spagna… e per tutti i paesi della nostra Patria europea.

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