Manifesto per l’Azione Identitaria

La crisi della politica

La politica italiana ed europea vive, oggi, un’epoca di profonda crisi. L’incapacità delle istituzioni democratiche di identificarsi con i cittadini, e di questi con le istituzioni, la diffidenza verso la politica come atteggiamento generalizzato, l’a-politia passiva adottata da un numero sempre crescente di persone, denota una totale artificiosità del sistema politico attuale, il quale, non solo viene percepito, ma è a tutti gli effetti, un apparato di potere parassitario, che ha perso qualsiasi capacità di attuare la Salute Pubblica.

La tecnicizzazione della politica, il costante contrasto con l’opinione popolare, l’astrazione, il distanziarsi sempre più acuto tra politica e potere reale, l’incapacità di incidere significativamente sulla realtà da parte delle istituzioni politiche attuali sono tutti segni di questa crisi che sembra non lasciare nessuno spiraglio di luce.

Alla crisi della politica, è strettamente collegata la crisi dei valori: le società occidentali cercano disperatamente un fondamento. I principali gruppi di potere si appellano alla dottrina dei diritti umani, al pensiero debole, alle libertà individuali ed alla dignità umana. Puntualmente, però, tutti questi apparati ideologici vengono trasgrediti dagli stessi governi ed associazioni che li difendono, palesando così, la mancanza di coerenza interna all’apparato stesso. In primo luogo, notiamo che dietro a queste pretese “umaniste” e “filantrope” si celano persone e gruppi di potere con interessi finanziari ed economici molto influenti e dal potere quasi assoluto. Il caso del miliardario americano George Soros è un esempio tra i tanti, solo uno dei più noti. In secondo luogo, se si analizza la parte “non interessata” delle idee che sorreggono queste dottrine, notiamo che esiste una totale mancanza di accordo tra queste e la realtà dell’Uomo.

Come accade sempre quando il basso giudica l’alto, quando le idee che provengono dai bassifondi della natura umana pretendono di dettar legge, se ne derivano azioni che non possono che essere miopi e distorte. È così che il rispetto per le altre culture diventa asservimento allo straniero e negazione della diversità tra le genti, il rispetto delle libertà individuali diventa schiavitù degli egoismi delle masse e la filantropia diventa imposizione forzata a livello planetario di un modello di “benessere” occidentale.

La mancanza di fondamento viene sostituita dal sistema con una macchina propagandistica possente e multiforme, che agisce su tutti gli aspetti del vivere umano. L’effetto che se ne deriva è una crisi del senso della realtà.
La violenza con la quale il Sistema incide sulle strutture del pensiero è inaudita. Anche qui la guerra si gioca su più piani. Si va dalla superficiale influenza sulle idee politico-sociali, le quali, sconnesse da qualsiasi principio, divengono facilmente modificabili (si pensi alle risate generali che avrebbe provocato la proposta dei “matrimoni gay” nell’Italia degli anni 80, e al quasi totale ribaltamento dell’opinione pubblica trent’anni più tardi), fino all’influenza su aspetti più intimi della personalità, come le concezioni che ognuno ha di sé stesso, del proprio rapporto con gli altri, degli elementi a cui dare priorità nella propria vita, del modo in cui organizzarla, delle aspirazioni e degli obbiettivi da raggiungere, e così via elencando. Si scade costantemente nella virtualità, nella mancanza di spontaneità e di sincerità con se stessi e con gli altri. Ci basti pensare, a questo proposito, a quel che accade a tutti quei moderni che, avendo vissuto esperienze traumatiche, hanno cambiato radicalmente le loro prospettive di vita, facendo cadere, in modo quasi naturale, tutti quei condizionamenti mentali imposti dal Sistema, come se si trattasse nient’altro che di un castello di carte al vento.
In tutto questo riscontriamo una crisi degli uomini, una crisi della stessa natura umana profonda. A nessuno viene chiesto più di migliorarsi, di elevarsi. L’unica ascesi socialmente accettata è quella del lavoro, l’anti-ascesi per eccellenza, che non ha più frutti spirituali, bensì materiali e sempre meno duraturi. Si è disposti a regolare la propria vita in funzione di un lavoro alienante ed obbedendo spesso a persone inferiori, ma non si è disposti ad organizzare la propria vita in funzione di una causa né ad obbedire a qualcuno fuori dall’ambito strettamente lavorativo e familiare. Pochi sono gli uomini disposti ad obbedire, a rinunciare al proprio piccolo nucleo fatto di sicurezze borghesi: gli hobby, le passioni, gli sport, le serate, la famiglia, senza parlare di altre piccolezze comunemente chiamate “cavolacci propri”.
Bisogna tener presente che il Sistema, l’attuale paradigma storico-culturale-economico, è potente, e che qualsiasi attività umana, anche se nobile e positiva, come può essere la creazione artistica, lo studio o la pratica di un’arte marziale, viene sempre integrata e ricondotta all’interno del Sistema stesso, in modo che rimanga nell’ambito individuale, impegnando, da una parte, la persona che la svolge, ed evitando, dall’altra, la possibile formazione di gruppi uniti e compatti che possano minare al funzionamento del Sistema.
Avendo preso atto di questa situazione, Azione Identitaria si pone come punta di lancia, come avanguardia militante che si contrappone in blocco a questo stato di fatto.
La necessità di un’azione identitaria
La necessità di una reazione è incombente. Come si è visto precedentemente, il sistema non lascia spazio all’indipendenza. Se da una parte risulta palese l’illusorietà di qualsiasi possibile immunità individualistica rispetto alla situazione esistenziale nella quale ci si ritrova a vivere, dall’altra parte non possiamo che condannare inesorabilmente coloro che, avendo preso coscienza della situazione, rinunciano alla lotta.
Arrivati a questo punto, bisogna dirigere la propria attenzione alle possibilità che ci vengono offerte per costituire un preciso fronte di rivolta.

Noi e loro

Qualsiasi movimento politico che sia animato da uno slancio ideale profondo, che si nutra di valori trascendenti, eterni e ‘verticali’, non può permettersi la superficialità ideologica, pena l’assorbimento da parte del Sistema, oltreché l’esaurimento del Fuoco iniziale che ha spinto all’Azione.

Gli errori commessi dai fascismi (movimenti che reagirono, a loro modo, a fenomeni storici simili a quelli che oggi ci attanagliano), così come le varie contraddizioni che osserviamo nei movimenti di oggi che si definiscono patriottici o identitari, devono esserci da monito, onde evitare contaminazioni sul piano delle idee.
Occorre l’onestà e l’umiltà di realizzare che la coerenza ideale, anche su un piano profondo, è l’unica arma infallibile che possa permettere la sopravvivenza dei movimenti come il nostro e la vittoria degli ideali che spingono verso la riaffermazione della Normalità in questa Europa disintegrata.

Saper gerarchizzare gli obbiettivi e le priorità, leggere gli avvenimenti politici e sociali in modo acuto, essere lucidi, essere capaci di identificare i propri amici ed i propri nemici in ogni momento. È in funzione di ciò che si orientano gli impegni di AI ed è in questo senso bisogna intendere il concentramento di una parte importante delle energie di AI nel problema dell’immigrazione di massa e della distruzione del patrimonio antropologico europeo, essendo palese che, se qualcosa di nuovo potrà nascere su questo sacro suolo, non potrà farlo se non riallacciandosi alla memoria dei propri Padri.

Identitarismo come Controdecadenza

Il nome col quale ci identifichiamo non è una scelta casuale: il fatto che negli ultimi anni abbiano iniziato a circolare negli ambienti della Destra radicale europea correnti di pensiero e movimenti politici che si sono definiti “identitari”, ci ha indotto a fare proprio il termine sfruttandone a pieno il significato. L’identitarismo non è per noi l’ennesimo sottoinsieme di ideologie politiche che può collocarsi nella corrente della Destra, è al contrario, un contro-movimento che vuole tornare alla radice del Reale, alla Forma, alla vera Identità dell’Uomo, l’unica realmente Esistente, che esisterà sempre, al di là ed al di quà di tutte le ideologie, dei sistemi di pensiero e delle fatture moderne.

La lotta politica

La nostra lotta, quindi, non potrà che svilupparsi su più piani: nessun ambito del vivere in società deve rimanere escluso. “Come in alto così in basso”. Sappiamo quanto sia importante l’impeccabilità in tutti gli aspetti dell’agire umano, anche nelle più semplici ed insignificanti azioni quotidiane. Questo deve essere anche il filo conduttore dell’azione del nostro movimento. Dovunque si porti la lotta politica, si agirà sempre con quella rettitudine e chiarezza di intenti che vorremmo vedere applicata nel nuovo ordine. È così che, per porre un esempio, Azione Identitaria si vedrà impegnata in questioni di puro ambito amministrativo, come potrebbero essere le opere architettoniche della propria città, le assegnazioni delle case popolari (etc.), oppure si impegnerà in battaglie contro l’usura, contro lo sfruttamento della terra da parte di multinazionali dell’energia o contro gli arrivi di massa di immigrati. Allo stesso tempo, si scriveranno articoli, si farà propaganda, si organizzeranno eventi culturali, conferenze, in modo da trattare in maniera più o meno approfondita, a seconda degli ambiti, i vari problemi che minacciano il nostro popolo. È essenziale, che certe idee circolino, che esista uno zoccolo duro di irriducibili, che non solo non si sottomettano all’ipnosi ideologica del sistema, ma che siano capaci di proporre e di incarnare qualcosa di totalmente altro, che non necessita di compromessi con l’attuale stato di cose.

Formazione del militante

A questo proposito è d’uopo la formazione del militante. Non si tratta qui di impartire a giovani e meno giovani l’ennesima “formazione ideologica”. Non è l’ambito delle ideologie quello in cui ci muoviamo. A differenza di quel che affermano i liberali, secondo i quali le ideologie sono morte, noi crediamo che le ideologie siano vive e vegete, anzi che la struttura del mentale contemporaneo sia pesantemente ideologizzata e regolata secondo l’unica ideologia che è venuta a prevalere in occidente: il liberalismo-individualista. Proprio per questo affermiamo che le ideologie non ci appartengono e che la formazione del militante deve basarsi principalmente in un’opera di de-ideologizzazione dei pensieri, in favore dell’emergere della vera essenza dell’uomo, che non è altra che quella che si è manifestata nelle società tradizionali e che ancora si manifesta in quegli uomini capaci di incarnarne la forme, capaci, dunque, di non affondare i loro pensieri e le loro azioni in meccanismi e condizionamenti del Sistema ma di ricollegarsi al centro di se stessi.
Il resto verrà da sé.

È in questo senso che deve svilupparsi la dottrina politica nostra. È attraverso l’affinamento della percezione del mondo che può svilupparsi la capacità di affrontare coerentemente tutti i problemi politici dell’attualità. Il nostro deve essere un atteggiamento simile a quello degli Indiani d’America, i quali, seguendo un filo conduttore che parte dal primo incontro con gli invasori inglesi, continuano una lotta che li vede partecipi nella difesa delle loro terre contro lo sfruttamento della multinazionale di turno, nella salvaguardia della loro esistenza come popolo e nella continuità della loro Tradizione. Tutto questo lo fanno senza grandi costruzioni filosofiche o dottrine politiche. Fanno semplicemente quello che deve essere fatto, radicati, come sono, ad una sapienza che va ben al di là delle formulazioni teoriche moderne.

Conclusioni

Semplice ed essenziale è stata, dunque, la motivazione che ci ha animati nel creare Azione Identitaria: unire i fuochi che, già individualmente, ardevano in ognuno di noi, per andarne a creare uno, di grandioso, da mettere al centro e intorno al quale indirizzare tutti i nostri sforzi e tutte le nostre azioni sul mondo.

Noi crediamo fermamente che qualsiasi cosa buona, bella e giusta, si ottenga col sacrificio e che non esista volontà di grandezza se il sacrificante non è disposto a diventare esso stesso il sacrificato. Questa la via indicata dai Padri, questa la via che percorriamo.